
Parolità al No Border Fest: le parole che attraversano i confini
Il 23 ottobre, durante il No Border Fest 2026 a La Città dell’Utopia, Nico ha presentato Parolità, la mostra sonora che raccoglie parole, lingue e storie di chi abita la città.
Parolità nasce da un’idea semplice: ogni persona porta con sé parole che raccontano qualcosa della propria vita. Possono arrivare da una lingua madre, appartenere al lessico di una famiglia o essere parole italiane che, per qualcuno, hanno un significato speciale. Dietro ciascuna c’è un ricordo, un legame, un modo di sentire e di stare al mondo.

La mostra, realizzata dal collettivo STRANI-ERO nell’ambito del progetto Abitare la città in modo competente di ActionAid Italia, con la collaborazione di Piccola Radio, invita a fermarsi e ascoltare. Attraverso i QR code accanto alle parole, si possono sentire le voci di chi le ha scelte e scoprire le storie che custodiscono.

Durante il No Border Fest, dedicato quest’anno a “Immaginare oltre i confini”, Parolità ha continuato a crescere, arricchendosi di nuove parole raccolte durante l’incontro con il pubblico. Tra queste, coroto, pololo e nanai: nuove tracce da aggiungere a un archivio di voci che non smette di allargarsi.
Ascolta la presentazione di Nico e Souleyman
Qui puoi ascoltare la registrazione dell’introduzione di Nico alla mostra durante il No Border Fest.
Ascolta tutte le parole di Parolità
La raccolta continua anche online. Nella pagina dedicata a Parolità trovi le parole raccolte finora e le registrazioni delle storie che le accompagnano, comprese le nuove voci aggiunte in occasione del No Border Fest.
Ascolta tutte le parole di Parolità

Ogni parola apre una piccola finestra su una storia personale. Ascoltarle significa incontrare modi diversi di parlare, ricordare e sentirsi a casa, scoprendo quanto le nostre esperienze possano avvicinarci.
