I dansé
“Bentornato a casa!”
Il saluto rituale e caloroso riservato a chi rientra da un viaggio. Una formula di affetto immediato che celebra il ritorno sano e salvo e riallaccia all’istante i legami della famiglia e della comunità.
- Lingua: Bambara (Costa d’Avorio)
- La voce di: Souleymane
Souleymane vive a Roma da undici anni, ma le sue radici affondano nel nord della Costa d’Avorio, all’interno della cultura Bambara. Ci accompagna alla scoperta di una terra dall’incredibile varietà culturale, dove convivono più di ottanta lingue ed etnie diverse, ognuna con le proprie tradizioni.
La parola che ha scelto per la mostra è I dansé, l’espressione usata per accogliere chi torna da un viaggio, lungo o breve che sia. Nella tradizione Bambara, il saluto è un’arte di rispetto e cura dell’altro: non ci si limita a dire “bentornato”, ma si adatta il saluto alla persona che si ha di fronte, aggiungendo il suo ruolo all’interno della famiglia. Così, unito a Bienogo (zio) o a Tené (zia), diventa un abbraccio sonoro personalizzato. È il suono della casa che si riapre, della distanza che si annulla e della gioia condivisa per un rientro sicuro.
L’arte del saluto nella cultura Bambara
La Costa d’Avorio è un mosaico linguistico straordinario. Come ci spiega Suleman, definire queste parlate “dialetti” è riduttivo: si tratta di vere e proprie lingue madri legate a specifiche etnie e storie millenarie.
Il Bambara (o Bamanankan) è una lingua diffusa in diversi paesi dell’Africa occidentale. In questa cultura, il saluto è il pilastro fondamentale della coesione sociale. Non salutare qualcuno, o farlo in modo sbrigativo, è considerato un gesto di grave disattenzione. I saluti cambiano a seconda del momento della giornata, dell’attività che la persona sta svolgendo e, soprattutto, del grado di parentela o dell’età. Aggiungere il titolo familiare al saluto I dansé non è solo una regola grammaticale, ma un modo per dire all’altro: “Riconosco il tuo ruolo, la tua importanza nella mia vita e sono felice che tu sia di nuovo qui con noi”.
